giovedì 17 marzo 2011

Cappesante

Qualche piccola nota: il pesce, cibo magro, veniva consumato di frequente, dato il grande numero di giorni in cui era vietato mangiare carne. Ovviamente non si trattava solo di pesce di mare, ma del pesce di più facile reperibilità! Anche se alle tavole dei nobili non sarà certo mancata la possibilità di scegliere questo o quel pesce è facile immaginare che la gente comune consumasse pesce di mare, di lago o di fiume a seconda della vicinanza a questa o quella fonte di approvvigionamento. Del resto mio padre mi racconta che, da bambino, il pesce che si consumava più facilmente a casa sua, famiglia numerosa e con non troppi mezzi, era quello che si riusciva a procurare mio nonno (spesso più che di pesce si trattava di gamberi di fiume o anguille). Una piccola curiosità invece è quella legata al nome delle cappesante (o capesante), il nome di questo mollusco deriva dall'essere il simbolo dei pellegrini che si recavano a Campostela i quali avevano una conchiglia appoggiata sul loro mantello. Anche i nomi, quello francese (Coquilles Saint-Jaques), quello spagnolo (Vieiras), quello olandese (Sint-Jakobsschelp), etc... ricordano la stessa origine.


ingredienti
6 capesante ben fresche
2 cucchiai di prezzemolo tritato
Agresto
Pepe
½ Cipolla tritata finemente e soffritta

Preparazione

Mettere le capesante ancora chiuse su una teglia da forno e passare nel forno scaldato a 200° fino a che non si aprono (se non trovate le conchiglie ancora chiuse potete utilizzare quelle già pulite tenendole in forno per pochi minuti). Quando sono aperte toglietele dal forno apritele e cospargetele con la cipolla tritata, il prezzemolo, l’agresto e il pepe. Servitele calde.



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